Video perizie

Video perizie: uno strumento a servizio delle investigazioni

Le video perizie sono una risorsa essenziale nel campo delle investigazioni, perché consentono di estrapolare e vagliare informazioni potenzialmente cruciali per la risoluzione di un caso.

Video perizie: cosa sono

Le video perizie sono il prodotto della video forensics, una tecnica tipica della scienza forense finalizzata all’acquisizione, all’analisi e all’elaborazione di video, amatoriali o professionali, per le attività giudiziarie.

Il valore probatorio

Le video perizie forensi sono in grado di evidenziare luoghi, fatti e soggetti e determinare le loro vicendevoli connessioni, pertanto, costituiscono prove ammissibili:

  • in tribunale, nell’ambito sia di processi civili che penali;
  • nell’ambito delle controversie stragiudiziali;
  • a fondamento di una querela (es. diffamazione, stalking, violazione della proprietà intellettuale, ecc.).

Video perizie: la procedura forense

Acquisizione

La prima fase di una video perizia prevede l’acquisizione delle videoregistrazioni dalla fonte. La natura stessa di quest’ultima determina l’iter del recupero, quale può tradursi in un download o nella trasformazione del feed originale in un file codificato e riproducibile.

Sono svariate infatti le tipologie di supporti da cui poter acquisire dati e metadati video, tra cui:

  • periferiche di archiviazione digitale (hard disk, pendrive, MicroSD, dvd, ecc.);
  • nastri magnetici (VHS, Video8, Hi-8, MiniDv, Dv ecc.);
  • sistemi cloud (Dropbox, Google Drive, iCloud, Microsoft Onedrive ì, ecc.);
  • siti web o portali di streaming (Youtube, Vimeo, Dailymotion, YouReporter, Vevo, ecc.),
  • piattaforme di social network, (Facebook, Instagram, TikTok, ecc.);
  • piattaforme di file sharing (come Torrent, eMule, WeTransfer o Mega, Filemail), le quali implicano un processo di tracciamento, trattandosi di file inviati e non pubblicati;

L’acquisizione come ogni operazione di video forensics deve essere svolta “adottando misure tecniche dirette ad assicurare la conservazione dei dati originali e a impedirne l’alterazione”, come prescritto dalla Legge 48 del 2008. Motivo per cui, in osservanza delle procedure certificate d’informatica forense, non può esserci il recupero di un file senza la creazione di una copia che, a posteriori, attesti la “conformità dei dati acquisiti a quelli originali e la loro immodificabilità” (L. 48/2008).

 

Analisi ed elaborazione

La seconda e ultima fase di una video perizia consiste nell’analisi e nell’elaborazione di quanto acquisito, ovvero nella ricerca e nell’estrazione di informazioni pertinenti al caso in esame. La procedura può, dunque, essere finalizzata a:

  • individuare possibili manipolazioni, falsificazioni o fotomontaggi;
  • identificare una o più persone (perizia antropometrica), grazie all’uso di software di riconoscimento biometrico capaci di rilevare, tramite comparazione, somiglianze o corrispondenze basate su parametri fisionometrici (conformazione della faccia);
  • migliorare la qualità delle immagini, per ripristinare dettagli poco nitidi, oscurati o danneggiati e isolare elementi chiave all’interno del video (volti, targhe, oggetti, ecc.);
  • datare il video, ovvero fornire un’indicazione precisa circa giorno e ora esatta della registrazione o della potenziale modifica apportata, tramite metadati e riferimenti temporali visibili.

Il lavoro termina con la stesura di un rapporto formale che include i risultati dell’indagine.