Test del DNA

Test del DNA: sfide e rivoluzioni in ambito investigativo

Test del DNA: cos’è

Il DNA, acronimo di acido desossiribonucleico, è il fondamento della genetica. Contiene le informazioni genetiche ereditarie che determinano le caratteristiche biologiche di un essere vivente. In altri termini, è la molecola che fa di un organismo o di una cellula ciò̀ che è.

Il test del DNA è una procedura utilizzata per analizzare tale materiale genetico al fine di identificarne le proprietà.

Test del DNA: a cosa serve

La tecnica del test del DNA ha rivoluzionato molteplici settori. Ad oggi, viene impiegato:

  • in ambito sanitario, per fini predittivi di una malattia genetica, diagnostici, farmacogenetici (per personalizzare trattamenti farmacologici in base alla risposta individuale) e di screening;
  • in ambito forense (genetica forense), per la ricostruzione di un fatto (per il quale potrebbe essere utile, ad esempio, determinare i diversi gradi di consanguineità, come la paternità) o di un crimine e per l’identificazione delle vittime di catastrofi naturali o incidenti.

Test del DNA in ambito forense: alcuni cenni storici

È considerato il padre fondato della prova del DNA: l’inglese Alec Jeffreys, colui che per la prima volta, nel 1985, descrisse l’impronta genetica.

Dopo un solo anno dalla sua scoperta, in Inghilterra, il DNA fu usato per scagionare un innocente accusato di stupro e duplice omicidio di due ragazze. Nel 1987, fu la volta dell’Italia, dove – usufruendo di un laboratorio inglese – fu utilizzato l’esame del DNA per la risoluzione dell’omicidio di Lidia Macchi.

Un passo importante nell’evoluzione dell’analisi del DNA a fini investigativi è stato compiuto nel 1996, negli USA, con la creazione della banca dati del DNA: un archivio digitale contenente i profili genetici di criminali, vittime e sospettati, utile per il confronto nella ricerca di corrispondenze e relazioni.

In Italia, tale strumento è arrivato solo nel 2017.

Test del DNA in ambito forense: potenzialità e limiti

Potenzialità

La prova del DNA ha giocato – e gioca tutt’oggi – un ruolo importante, spesso determinante, nell’ambito delle investigazioni private e della giustizia penale, tanto per la condanna dei responsabili quanto per l’esclusione della colpa.

Più in generale, si riconoscono le capacità di:

  • identificare il potenziale colpevole del reato, quando c’è il trasferimento di materiale biologico tra l’autore e la vittima in crimini violenti,come l’omicidio e lo stupro;
  • identificare i resti cadaverici delle persone scomparse o delle vittime di disastri di massa;
  • collocare un soggetto sulla scienza del crimine, il che contribuisce a rendere più chiaro il quadro indiziario.

Limiti

Nonostante vantaggi esponenziali prodotti dall’analisi del DNA, questa sfortunatamente presenta anche delle criticità, si tratta nello specifico:

  • del rischio di contaminazione nella fase di raccolta, estrazione, conservazione ed analisi dei reperti genetici;
  • della difficoltà nell’interpretare il risultato dell’analisi, quale può dipendere anche, ma non solo, dalla sempre maggiore specificità e accuratezza della procedura che moltiplica a dismisura i dati da esaminare;
  • del limite della quantità, per quanto il progresso tecnologico consenta ora di analizzare tracce biologiche composte da pochissime cellule, invisibili ad occhio nudo, esistono ancora dei parametri quantitativi che precludono un esame preciso e accurato;
  • del limite oggettivo del dato, il che significa che l’esame della traccia biologiadà unicamente la certezza di un contatto tra il soggetto il cui DNA viene campionato ed il luogo/persona ove viene reperito, non è possibile sapere le motivazioni e la dinamica di tale contatto (un aspetto particolarmente rilevante in ambito processuale.

La Leonardo International Investigation offre servizi di estrazione e comparazione del DNA.