Storno dipendenti

Storno dipendenti: quando si tratta di concorrenza sleale?

Storno dipendenti: cos’è

Lo storno di dipendenti consiste nell’appropriazione, da parte di un’impresa, del personale di un’altra impresa sua concorrente, la quale può arrivare a subire una significativa destrutturazione.

Storno dipendenti: quando si configura la concorrenza sleale

L’assunzione di dipendenti altrui o la ricerca della loro collaborazione, di per sé, non costituisce un atto lesivo del principio di libera concorrenza. Potrebbe, al contrario, essere oggetto di un fisiologico meccanismo concorrenziale, e come tale legittimo agli occhi della legge.

Tuttavia, nel tempo, la giurisprudenza ha delineato forme di storno dei dipendenti con caratteristiche diconcorrenza sleale atipica, rientranti quindi nell’ipotesi di cui all’art. 2598 c.c., comma 3. E dunque, ad oggi, uno storno è ritenuto illecito laddove vi sia l’intento specifico di danneggiare l’altrui impresa e ottenere un vantaggio competitivo indebito; specificatamente quando:

  • viene messa a rischio la continuità aziendale dell’impresa stornata, quando cioè l’offerta di beni o servizi non risulta riassorbibile attraverso un’adeguata riorganizzazione, e ciò per via della perdita di competenze particolarmente qualificate, tali da essere insostituibili o difficilmente sostituibili;
  • l’impresa stornante, attraverso i nuovi dipendenti, si impossessa anche del know-how (l’insieme di saperi, abilità ed esperienze necessari per lo svolgimento di determinate attività) frutto degli investimenti formativi effettuati dall’impresa stornata, quando cioè acquisisce conoscenze tecniche specialistiche senza affrontarne i tempi e i costi.

La slealtà concorrenziale insita nello storno di dipendenti deve, inoltre, essere valutata in base a chiari parametri, tra cui:

  • ilnumero degli stornati;
  • latempistica dello sviamento;
  • imetodi adottati per convincere i dipendenti al trasferimento.

La violazione della disciplina giuslavoristica

Tramite lo storno di dipendenti possono concretizzarsi ulteriori profili di scorrettezza professionale:

  • l’inosservanza del divieto di divulgazione e di utilizzazione dei segreti commerciali, tutte quelleinformazioni aziendali adeguatamente protette che conferiscono vantaggio competitivo nel mercato;
  • la violazione dei diritti di proprietà intellettuale, più propriamente della proprietà industriale, quale tutela brevetti, marchi, disegni, modelli industriali e il segreto industriale.

Storno dipendenti e concorrenza sleale: come tutelarsi

È possibile tutelarsi dalla concorrenza sleale derivante dalla sottrazione illecita del personale dipendente prevedendo all’interno del contratto di lavoro o di collaborazione, specifiche clausole vincolanti. Si tratta, nello specifico:

  • degli accordi di non divulgazione(NDA – “Non Disclosure Agreements”), noti anche come accordi di riservatezza, accordi di confidenzialità o accordi di segretezza, sono contratti attraverso i quali le parti decidono di non svelare le informazioni espressamente indicate;
  • dei patti di non concorrenza(art. 2125 c.c.) che impediscono a un ex dipendente di servirsi dei segreti commerciali appresi durante lo svolgimento del suo lavoro nel momento in cui passa a un’attività in proprio o a servizio di altri.

Storno dipendenti: l’onere della prova

Dimostrare uno storno sleale dal punto di vista concorrenziale spetta all’impresa stornata. A tal fine, l’attività d’indagine di un investigatore privato risulta indispensabile. Egli, infatti, per attestare l’illiceità dell’atto e il danno conseguentemente subito, è in grado di raccogliere:

  • prove della violazione delle clausole di non concorrenza o non divulgazione;
  • prove circa le modalità attraverso cui i dipendenti sono stati attratti, (come piani di reclutamento mirati o messaggi di sollecitazione);
  • report sulla migrazione dei dipendenti basato sul tempo;
  • informazioni sui ruoli e le responsabilità dei dipendenti stornati sia nella vecchia che nella nuova azienda;
  • prove di perdite economiche direttamente collegabili allo storno, come la diminuzione delle vendite, la perdita di clienti, ecc.;
  • prove in merito al calo della produttività o all’aumento dei costi dovuti alla sostituzione delle risorse perse;
  • analisi del mercato e della concorrenza utili a mostrare come il comportamento dell’azienda concorrente differisca dalle pratiche di assunzione abituali nel settore;
  • studi comparativi sull’impatto che il trasferimento dei dipendenti ha avuto sul mercato e sulla quota di mercato.