Socio infedele

Socio infedele: come tutelarsi?

Un socio infedele mette a rischio il patrimonio economico e reputazionale di una società. Analizziamo quando e come ciò avviene e quali sono le contromisure legali a cui un’impresa può affidarsi.

Socio infedele: cosa significa

La costituzione di una società (che sia semplice, S.n.c., S.a.s., S.a.p.A., S.r.l., S.p.A., cooperativa) implica la creazione di un vincolo associativo che obbliga ciascuno dei soci a operare in buona fede e secondo correttezza (come in tutti i rapporti contrattuali) e nell’interesse comune. È infedele il socio che lede questo vincolo, che opera cioè contro gli interessi della società di cui è parte, pregiudicando il raggiungimento degli obiettivi sociali.

Esempio per antonomasia di infedeltà del socio è: l’attività in concorrenza.

Socio infedele: cosa prevede la legge

Divieto di concorrenza del socio

L’art. 2301 del Codice civile sancisce il divieto di concorrenza:

“Il socio non può, senza il consenso degli altri soci, esercitare per conto proprio o altrui un’attività concorrente con quella della società, né partecipare come socio illimitatamente responsabile ad altra società concorrente.

Il consenso si presume, se l’esercizio dell’attività o la partecipazione ad altra società preesisteva al contratto sociale, e gli altri soci ne erano a conoscenza.”

Obiettivo della norma è, da una parte, evitare che un socio sfrutti le conoscenze derivanti dalla propria posizione partecipativa per svolgere attività concorrenti e potenzialmente svantaggiose per la società, dall’altra, assicurare che egli non trascuri la società.

Tale divieto vale per i soci della S.n.c. e per i soli soci accomandatari della S.a.s.

In caso di inosservanza del divieto di concorrenza, la società ha diritto al risarcimento del danno, a meno che non si decida per l’esclusione del socio, ai sensi dell’art. 2286 c.c.

Divieto di concorrenza del socio di una S.r.l.

Il divieto di cui all’art. 2301 c.c. non vale – in linea generale – per i soci delle S.r.l., i quali sono liberi di intraprendere un’attività propria, anche se in concorrenza con quella della società della quale sono soci.

Ciò salvo il caso in cui lo statuto della società lo vieti espressamente oppure disponga l’esclusione del socio per giusta causa (l’attività in concorrenza potrebbe essere valutata come tale).

Ad ogni modo, anche laddove consentita, l’attività in concorrenza deve essere svolta rispettando i principi di lealtà e correttezza. È certamente vietato, e costituisce atto di slealtà concorrenziale:

  • usare informazioni riservate della società;
  • sottrarre dati e materiali di proprietà della società;
  • stornare dipendenti o clienti della società.

In caso di scorretta attività concorrenziale del socio della S.r.l., sono previsti:

  • il divieto alla prosecuzione dell’attività slealmente concorrenziale, disposo in via d’urgenza, ciò se l’attività è ancora in corso;
  • il risarcimento del danno, disposto in via ordinaria, se l’attività è cessata, ma ha comunque leso la società.

Socio infedele: cosa fare per difendersi

Una società che abbia sospetti sulla condotta di un socio può rivolgersi a un’agenzia investigativa specializzata in indagini aziendali. Quest’ultima – servendosi di tecniche e tecnologie d’investigazione all’avanguardia – è in grado di confermare o smentire l’illecito e fornire gli strumenti legalmente validi per prevenire o neutralizzare la minaccia.