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Sicurezza biometrica: quanto è affidabile?

Sicurezza biometrica

La sicurezza biometrica ha, nell’ambito dell’autenticazione e della protezione dei dati, un valore rivoluzionario. Tuttavia, non è una soluzione perfetta. È pertanto essenziale comprendere e affrontare le criticità intrinseche di questa tecnologia.

Sicurezza biometrica: in cosa consiste?

La biometria è una disciplina scientifica che studia le caratteristiche anatomiche e comportamentali uniche – ovvero difficilmente eguagliabili e falsificabili – di un essere umano e le utilizza per la sua identificazione.

Con sicurezza biometrica s’intende, quindi, l’applicazione della scienza biometrica alla sfera della protezione e dell’autenticazione, ossia l’uso dei dati biometrici – preventivamente raccolti e memorizzati – come chiavi d’accesso a sistemi informatici o ambienti protetti.

Tra le chiavi d’accesso biometrico più note e diffuse si annoverano:

  • le impronte digitali, quindi la disposizione delle creste e dei solchi sui polpastrelli;
  • il riconoscimento facciale, inteso come la misurazione degli attributi del volto, cioè la distanza tra gli occhi, la forma del naso e la struttura ossea;
  • la scansione oculare, che consiste nell’analisi dei pattern nell’iride o della disposizione dei vasi sanguigni nella retina;
  • la geometria della mano, ovvero le dimensioni e la forma della mano e delle dita;
  • il riconoscimento vocale, quale valuta le variazioni nella frequenza e nel tono della voce;
  • la dinamica di digitazione, che si concentra sul modo in cui una persona digita su una tastiera;
  • l’analisi del passo, basata sulla postura e sul movimento.

Sicurezza biometrica: quali sono i vantaggi?

L’adozione di tecnologie biometriche offre, rispetto ai metodi di autenticazione tradizionali, notevoli vantaggi. Esaminiamoli.

  1. Unicità e non replicabilità. I dati biometrici sono unici per ogni individuo e, a differenza delle password, non possono essere dimenticati, copiati o condivisi. Questo riduce drasticamente il rischio di accessi non autorizzati dovuti alla compromissione delle credenziali.
  2. Facilità d’uso. La biometria offre un’esperienza utente migliorata, perché veloce e intuitiva. Non è necessario ricordare password complesse o portare con sé token
  3. Autenticazione forte. I dati biometrici sono intrinsecamente più sicuri di PIN e password perché strettamente legati alla persona. Non sono intuibili tramite social engineering o altre tecniche fraudolente.
  4. Efficienza operativa. La biometria riduce i tempi di verifica, il che – soprattutto in contesti aziendali – porta a una migliore produttività.
  5. Riduzione delle frodi. In settori come quello governativo e quello bancario, l’adozione della biometria sta già dimostrando di saper prevenire e contrastare l’uso di identità false e l’uso non autorizzato di conti o carte di credito.

Sicurezza biometrica: quali sono i limiti e le vulnerabilità?

Sebbene la biometria presenti molti benefici, non è esente da rischi; vediamo quali.

  1. Falsi positivi e falsi negativi. Un falso positivo si verifica quando una persona non autorizzata viene riconosciuta come legittima, mentre un falso negativo avviene quando una persona autorizzata viene rifiutata. Sebbene le tecnologie più avanzate riducano questi errori, tanto da renderli estremamente rari, non è ancora possibile eliminarli completamente.
  2. Irrevocabilità dei dati biometrici. Un dato biometrico resta immodificabile, a differenza di una password che, in caso di compromissione, può essere facilmente cambiata. Se un database contenente dati biometrici viene violato, il rischio persiste nel tempo.
  3. Spoofing. Nonostante la biometria sia difficile da replicare, alcuni sistemi sono vulnerabili allo spoofing, tecnica di attacco che mira a duplicare un dato biometrico e così ingannare un sistema di autenticazione. Un esempio classico è quello della riproduzione delle impronte digitali con materiali come silicone o colla; è stato dimostrato che alcune tecnologie biometriche meno avanzate possono essere ingannate. Anche il riconoscimento facciale, se non opportunamente protetto, potrebbe essere ingannato da fotografie o modelli tridimensionali del volto.
  4. Uso improprio o non etico: La diffusione di tecnologie biometriche, in particolare del riconoscimento facciale, ha suscitato preoccupazioni etiche e legali. In alcuni Paesi, queste tecnologie sono state utilizzate per la sorveglianza di massa, generando timori legati alla violazione dei diritti individuali e alla libertà personale. Si rende pertanto necessario un uso regolamentato.

Come mitigare i rischi

È possibile adottare strategie per migliorare la sicurezza dei sistemi biometrici e ridurre le vulnerabilità. Tra le soluzioni più pratiche vengono proposte:

  • l’autenticazione multi-fattore (MFA), quindi l’uso della biometria combinata con altri metodi di autenticazione, così da ottenere un livello di sicurezza superiore; i principali metodi di MFA combinano qualcosa che l’utente conosce, come una password o un PIN, qualcosa che l’utente possiede, come uno smartphone o una chiave di sicurezza fisica, qualcosa che l’utente è, come una caratteristica biometrica;
  • la crittografia dei dati biometrici, ossia l’archiviazione e la trasmissione in forma criptata, così che, in caso di violazione di un sistema, i dati biometrici non siano accessibili in chiaro e utilizzabili da malintenzionati;
  • l’uso di tecnologie anti-spoofing, per rilevare tentativi di falsificazione; per prevenire l’uso di fotografie o modelli nel riconoscimento facciale risultano utili, ad esempio, le tecniche di rilevamento del movimento degli occhi o della profondità tridimensionale del volto;
  • gli aggiornamenti, la manutenzione e gli audit periodici, per rispondere alle nuove minacce, migliorare l’accuratezza dei sensori e identificare e correggere vulnerabilità potenziali;
  • le regolamentazioni etiche e legali, al fine di proteggere i diritti degli utenti.

 

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