Con recupero crediti ci si riferisce all’insieme delle attività finalizzate alla riscossione di un insoluto.
Recupero crediti: la normativa
La normativa che disciplina il recupero crediti – l’articolo 115 del TULPS, Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, in vigore dal 1931 – prevede due principali procedure:
- recupero stragiudiziale, cioè esterno rispetto al processo (o giudizio), ha un intento bonario, sollecita il debitore a pagare in modo spontaneo; si attua mediante una formale richiesta di adempimento, in forma di raccomandata A/R o posta elettronica certificata (pec);
- recupero giudiziale, disposto dal giudice mediante atto di citazione o decreto ingiuntivo.
La prescrizione
Affinché il diritto al credito non si estingua, ossia non cessi di esistere, le due procedure sopra esaminate devono essere avviate entro i termini previsti dalla legge, ai sensi dell’art. 2934 c.c. I tempi di prescrizione variano a seconda del tipo di diritto di credito, in linea generale sono:
- 10 anni, la prescrizione ordinaria salvo che la legge disponga diversamente; rientrano in questa categoria tutti i crediti nati da un contratto o da un’obbligazione unilaterale;
- 5 anni, il tempo previsto relativamente al risarcimento del danno per fatti illeciti;
- 3 anni, per le parcelle dei professionisti, il bollo auto, i diritti dei notai, ecc.;
- 2 anni, per le bollette di luce, acqua e gas (a partire dalla legge di bilancio 2018);
- 1 anno, il tempo oltre il quale vanno in prescrizione tasse per atti giudiziari, rette scolastiche, premi assicurativi rc, furto e incendio, medicinali, ecc.;
- 6 mesi, il limite per l’esercizio del diritto di credito per vitto e alloggio (es. pensioni, hotel, b&b, etc.).
Ogni volta che il diritto di credito è esercitato, il termine di prescrizione si interrompe e inizia a decorrere nuovamente da capo, a partire dal giorno successivo, per un altro periodo di pari durata.
Recupero crediti: le indagini patrimoniali
In caso di inadempimenti contrattuali, svolgono un ruolo determinante le indagini investigative volte a ottenere informazioni chiare e dettagliate sullo stato patrimoniale ed economico del debitore, sia esso persona fisica o giuridica. Poiché solo conoscendo la sua effettiva solvibilità è possibile valutare quale azione intraprendere per recuperare il credito vantato. Quel che ne deriva è un quadro informativo circa:
- proprietà immobiliari e mobiliari;
- beni mobili registrati (autovetture, motocicli, natanti) e altri beni mobili (investimenti in titoli obbligazionari e azionari, depositi, investimenti di altra natura, ecc.);
- conti correnti bancari e/o postali;
- crediti, donazioni, canoni di locazione… utili al pignoramento verso terzi;
- recapiti e contatti per rintracciare il debitore;
- posizione reddituale;
- eventuale presenza di protesti;
- fallimenti;
- ipoteche;
- pignoramenti;
- sequestri;
- pendenze o condanne passate in giudicato.
Grazie a questo tipo di indagini è possibile, dunque, verificare non solo l’intestazione di determinati beni ma anche e soprattutto se questi beni sono liberi da vincoli e, quindi, esigibili.
