Libera concorrenza

Libera concorrenza: cosa fare in caso di alterazione?

Libera concorrenza: cos’è

La libera concorrenza è il fondamento dell’economia di mercato aperta. È quella condizione nella quale più imprese competono producendo gli stessi beni o servizi (offerta) che soddisfano una pluralità di acquirenti (domanda).

Libera concorrenza: i presupposti

La concorrenza è tale – e quindi detta concorrenza perfetta – se rispetta i seguenti requisiti:

  • sia venditori che acquirenti devono essere numerosi (se vi è un solo offerente e una moltitudine di richiedenti si parla di monopolio);
  • l’accesso al mercato deve essere libero, senza barriere (diversamente si parlerebbe di concorrenza imperfetta);
  • beni e servizi devono essere omogenei;
  • le contrattazioni devono essere trasparenti.

Si tratta di caratteristiche che definiscono una condizione ideale del mercato.

Libera concorrenza: cosa dice la legge

Partendo dai presupposti della libertà di concorrenza (ex art. 41 Cost.), il legislatore italiano fissa alcuni principi guida, quali:

  • consentire limitazioni legali della concorrenza per fini di utilità sociale (art. 4, 3o comma, Cost.) e la creazione di monopoli legali in settori specifici (ex art. 43 Cost.);
  • consentire limitazioni negoziali della concorrenza, purché non comportino la completa rinuncia alla libertà di iniziativa economica presente e futura (ex art. 2596);
  • assicurare l’ordinato e corretto svolgimento della concorrenza nel sistema economico attraverso la repressione degli atti di concorrenza sleale.

A ciò si aggiunge la normativa antimonopolistica, dell’Unione europea (politica antitrust della Cee) recepita in Italia nella legge 10/10/1990, n. 287, quale ha istituito l’autorità collegiale – il cui nome ufficiale è Autorità garante della concorrenza e del mercato – e ad essa ha assegnato tre specifiche funzioni:

  1. colpire le intese restrittive della concorrenza tra imprese che colludono;
  2. impedire gli abusi di posizione dominante all’interno del mercato nazionale, con effetti negativi per i consumatori o limitazione alla libertà d’ingresso d’altre imprese sul mercato (con sanzioni che possono arrivare al 10% del fatturato, ma non hanno mai natura penale);
  3. controllare le operazioni di concentrazione tra imprese, quali le fusioni, per valutare se comportino limitazione della concorrenza o rafforzino eccessivamente una posizione dominante sul mercato.

Alterazione della libera concorrenza: il ruolo dell’investigatore privato

In caso di violazione delle norme che regolano la libera concorrenza nel mercato, risulta utile affidarsi alle competenze e all’esperienza di un investigatore privato. E ciò perché egli è in grado di raccogliere prove documentali e testimoniali inoppugnabili, dapprima da allegare a un’eventuale denuncia, poi da presentare in Tribunale in fase processuale.

Le tecniche investigative utilizzate possono includere:

  • sorveglianza e monitoraggio dei sospetti competitor;
  • analisi di dati e documenti;
  • infiltrazione passiva, comunemente detta indagine sotto copertura.