Investigatore privato

Investigatore privato: cosa può fare e cosa non può fare

Sebbene l’investigatore privato propinato dalla filmografia e dalla narrativa sembri avere poteri sconfinati, la realtà è differente, poiché disciplinata dalle norme di legge. Scopriamo, quindi, quali sono le sue facoltà d’azione e quali le limitazioni, quelle vere.

Investigatore privato: cosa può fare

Può indagare in 5 ambiti differenti

Sulla base dello scopo, della modalità o del committente, ovvero di colui che ingaggia l’investigatore privato, è possibile distinguere 5 aree d’indagine:

  1. indagini per aziende, finalizzate alla tutela della sicurezza patrimoniale o reputazionale di un’impresa, come – ad esempio, nei casi di Abuso della legge 104, Falsamalattia, Inosservanza del divieto di concorrenza ;
  2. indagini per studi legali, volte alla ricerca e alla raccolta di prove che gli avvocati possano utilizzare nelle cause, civili o penali, in difesa dei propri assistiti, su questioni di diritto di famiglia (separazione con addebito, variazione dell’assegno di mantenimento, infedeltà, tutela minori, ecc.), su questioni di diritto del lavoro, per casi di recupero crediti, ecc.
  3. indagini antifrode, miranti a smascherare truffe, contraffazioni e raggiri, come nei casi di frode assicurativa e frode alimentare;
  4. indagini per privati, orientate alla tutela dei diritti di un privato cittadino, come nei casi di stalking, ricerca persone scomparse o infedeltà coniugale o del partner;
  5. indagini tecniche, come le bonifiche ambientali, quelle telefoniche e quelle informatiche.

Può fare pedinamenti e appostamenti

A differenza di quelli di un comune cittadino, il pedinamento e l’appostamento operati dagli investigatori privati – in facoltà della licenza prefettizia concessagli e in ragione di un’ormai consolidata giurisprudenza – non integrano gli estremi dell’azione molesta puniti dagli articoli 660 e 612 bis del Codice penale, anche se interferiscono nell’altrui sfera di libertà e pure se non graditi alla persona che lo subisce.

Resta fermo che tali procedure d’indagine devono sempre e comunque essere messe in atto nei limiti imposti dalla legge.

Può installare un GPS

La più recente giurisprudenza ha affermato che la localizzazione mediante il sistema di rilevamento satellitare degli spostamenti di una persona, costituisce attività di pedinamento – che, come detto, è consentito agli investigatori – e non è, quindi, assimilabile all’attività d’intercettazione di comunicazioni o conversazioni (pertanto non soggetta alle disposizioni degli art. 266 e seguenti del codice di procedura penale).

Può documentare i fatti che avvengono nei luoghi pubblici

Una consolidata giurisprudenza in merito ha stabilito che: può essere documentato con testimonianza dell’Investigatore Privato, coadiuvato attraverso videoriprese o fotografie, tutto quanto può osservare un comune osservatore, ad occhio nudo (equiparato a un obbiettivo di 35 mm), trovandosi in:

  • un luogo pubblico, un luogo accessibile indistintamente da chiunque, ad esempio un parco pubblico, una strada o una piazza;
  • aperto al pubblico, ci si riferisce ad un luogo dove vi si può accedere attraverso un titolo di accesso (come un biglietto), ad esempio un cinema, un concerto e dove non vi può essere impedito l’accesso se in possesso del titolo d’ingresso;
  • accessibile al pubblico, un luogo che è soggetto ad un ingresso su autorizzazione da parte di una pubblica amministrazione ma anche di un privato dove quindi si è soggetti alla volontà dell’avente diritto che può esercitare un potere ostativo (ius escludendi), può quindi negare l’accesso;
  • esposto al pubblico, ci si riferisce ad un luogo privato, non accessibile ma facilmente osservabile dall’esterno, ad esempio la vetrata di una abitazione prospicente la pubblica via (visibile quindi ad occhio nudo e senza barriere visive naturali o artificiali).

Può registrare conversazioni che avvengono nei luoghi pubblici

L’investigatore può registrare qualsiasi conversazione ascoltata in un luogo pubblico o aperto al pubblico, udibile da chiunque con un normale udito, ovvero senza l’uso di strumentazioni a distanza e invasive.

Può installare telecamere nascoste in un’azienda

È legittimato a farlo nell’ambito delle indagini di controllo dei dipendenti, specificatamente dei cosiddetti controlli difensivi occulti, quel tipo di vigilanza richiesta dal datore di lavoro al fine di accertare e dimostrare la commissione di illeciti, civili o penali, da parte del dipendente durante lo svolgimento della prestazione. Tali controlli sono e restano leciti se si muovono entro il limite della pertinenza, della proporzionalità e del rispetto dei diritti del lavoratore.

Può fare indagini sotto copertura

L’indagine sotto copertura, o più propriamente indagine di infiltrazione passiva, s’inserisce nell’ambito delle investigazioni aziendali.

È detta “indagine di infiltrazione” perché prevede che un titolare d’impresa assuma un investigatore privato per inserirlo nel proprio organico come fosse un reale dipendente, con le funzioni proprie di quel ruolo e che, d’altro canto, l’investigatore si mimetizzi nell’ambiente e, mantenendo nascosta la propria vera identità, raccolga informazioni su eventuali scorrettezze o illeciti oggetto di sospetto.

È definita “passiva” poiché si sottintende che l’investigatore non debba mai prendere parte né provocare le condotte pregiudizievoli oggetto d’indagine, ma dovrà esclusivamente limitarsi a osservare, documentare e consegnarne le prove.

Può testimoniare in tribunale

In molti casi, gli investigatori privati possono essere chiamati a testimoniare in tribunale riguardo alle prove raccolte durante le loro indagini. La loro testimonianza è spesso cruciale per far luce su situazioni complesse e sostenere la posizione del cliente.

Può servirsi di esperti forensi

La collaborazione con esperti forensi è, per gli investigatori privati, prassi consolidata. Le perizie tecniche sono infatti un utile strumento di verifica delle prove raccolte durante le indagini. Tra le più richieste ci sono: l’esaltazione e comparazione delle impronte digitali, la rilevazione delle tracce biologiche, l’estrazione e comparazione del DNA.

Investigatore privato: cosa non può fare

Non può documentare i fatti che avvengono nei luoghi di “privata dimora”

Il delitto di interferenze illecite nella vita privata, art. 615 bis c.p. vieta l’uso di qualunque mezzo di riproduzione visiva o sonora (cioè di qualsivoglia strumento in grado di scattare una fotografia, registrare un video o una conversazione vocale), volto a ottenere indebitamente immagini e/o notizie di terzi nei luoghi di “privata dimora”. L’interpretazione giurisprudenziale ha chiarito che, con “privata dimora”, oggi, si identifica: ogni luogo ove l’interessato esplichi, anche solo temporaneamente, la propria sfera intima e privata. In altre parole, ogni luogo ove egli goda di uno ius excludendi nei confronti di tutti gli altri: la propria abitazione, ovviamente, ma anche lo studio professionale o una camera d’albergo per il tempo in cui egli vi dimora. Non costituisce, viceversa, luogo di privata dimora l’abitacolo di una autovettura sulla pubblica via.

Non può piazzare una microspia

L’investigatore che mette una microspia incorre nel reato di interferenze illecite nella vita privata (art. 615 bis c.p.). Il delitto di interferenze illecite nella vita privata vieta l’uso di qualunque mezzo di riproduzione visiva o sonora volto ad ottenere indebitamente immagini e/o notizie di terzi nei luoghi di “privata dimora”. Di tali notizie è vietata anche, come è ovvio, l’indebita rivelazione a terzi.

Non può registrare o ascoltare con microfoni a distanza

Se, come visto, è consentito ascoltare e registrare conversazioni udibili dall’orecchio umano, non è invece possibile registrare o ascoltare una conversazione attraverso sistemi tecnologici che superano l’udito dell’orecchio umano, come ad esempio microfoni a distanza (quali rientrerebbero nella sfera delle microspie), anche se tale conversazione avviene in un luogo pubblico o aperto al pubblico. Si incorre nel delitto di interferenze illecite nella vita privata.

Non può fungere da agente provocatore

A differenza di altri ordinamenti, nell’ordinamento italiano vige l’assoluto divieto – salvo poche specifiche eccezioni, che non comprendono gli investigatori privati – di procedere a illeciti simulati a scopo d’indagine. L’investigatore privato non provoca né concorre alla commissione di fattispecie di reato, pur lavorando sotto copertura. Nello svolgimento della propria attività un investigatore privato deve agire sempre nel rispetto delle leggi e delle norme vigenti. Escluso il pedinamento, nessuna sua altra azione normalmente non consentita risponde alla scriminante dell’adempimento del dovere di cui all’articolo 51 del Codice penale, pertanto, se commessa, ne risponde in via diretta.