Intercettazioni WhatsApp

Intercettazioni WhatsApp: sono legali?

Le intercettazioni WhatsApp sono possibili? Sono lecite? Le chat sono davvero protette e sempre inviolabili? Chi può eseguirle e quando? Rispondiamo a queste e altre domande partendo dal principio, ovvero dall’esame del concetto di intercettazione.

Intercettazioni: cosa sono

Con il termine intercettazione si intende l’azione o l’insieme delle azioni volte ad ascoltare e registrare – in maniera diretta e occulta – le comunicazioni, scritte o orali, avvenenti tra due o più interlocutori, solitamente mediante strumenti meccanici o elettronici. Le intercettazioni sono un mezzo di ricerca della prova.

Tipi di intercettazioni

È possibile distinguere tre tipi di intercettazioni:

  • telefoniche, quelle che consentono di captare le conversazioni trasmesse tramite linea telefonica (chiamate tradizionali);
  • ambientali, quelle in grado di acquisire suoni, voci, parole e immagini direttamente, mediante dispositivi nascosti, come microfoni o telecamere, piazzati nell’ambiente;
  • telematiche o informatiche, quelle capaci di carpire le conversazioni che avvengono a mezzo internet, (ad esempio tramite Skype o WhatsApp).

Intercettazioni: sono lecite?

Le intercettazioni rappresentando una grave violazione del diritto alla riservatezza delle comunicazioni, tutelato dall’art. 15 della Costituzione italiana.

Tuttavia, sono considerate legali se vengono:

  • richieste dal magistrato del pubblico ministero;
  • autorizzate dal giudice;
  • effettuate dall’autorità giudiziaria (polizia, carabinieri, guardia di finanza, ecc.).

Solo eccezionalmente, in presenza di gravi ragioni d’urgenza, le forze dell’ordine possono procedere su autorizzazione del solo Pm, il cui decreto va però successivamente convalidato dal gip.

Intercettazioni WhatsApp: limiti e possibilità

La crittografia end-to-end

Le conversazioni, sia scritte che orali, che avvengono su WhatsApp sono protette dalla crittografia end-to-end (letteralmente da un estremo all’altro, ossia dal mittente al destinatario). Questo sistema di comunicazione cifrata garantisce che solo le persone che partecipano alla conversazione, e nessun altro, nemmeno WhatsApp stesso, possano leggere o ascoltare i contenuti inviati.

Il trojan horse

Sotto espressa autorizzazione, come detto, Carabinieri e polizia possono intercettare le comunicazioni che avvengono tramite WhatsApp, possono cioè mettere il telefono sotto controllo per ragioni d’indagine.

Per fare ciò, si avvalgono di uno Spyware o microspia. Per installarla non occorre necessariamente un accesso diretto al dispositivo: la legge autorizza infatti le forze dell’ordine ad avvalersi di un trojan horse, un malware che – proprio come il noto cavallo di Troia del mito greco da cui prende il nome – sotto le sembianze di un software innocuo, fungere in realtà da captatore informatico.

Il contributo di WhatsApp

Come detto, grazie alla crittografia end-to-end, anche WhatsApp non ha accesso ai messaggi, alle chiamate e alle videochiamate dei suoi utenti. Tuttavia, su richiesta delle forze dell’ordine può fornire alcuni dati sensibili, tra cui:

  • numeri di cellulare;
  • rete mobile;
  • numeri di persone contattate;
  • dati sulle pagine web visitate tramite l’app;
  • tempo e durata delle chat;
  • indirizzo IP, cioè l’indirizzo univoco che identifica un dispositivo su internet o in una rete locale;
  • posizione, rintracciabile mediante la geolocalizzazione del dispositivo utilizzato.

Tali informazioni possono risultare decisive in ambito investigativo e in sede di giudizio.

Intercettazioni WhatsApp: sono consentite agli investigatori privati?

Ogni intercettazione che non sia autorizzata ed eseguita dalle autorità competenti è da considerarsi illegale. Le intercettazioni WhatsApp, pertanto, non rientrano tra le cose che un investigatore privato può fare.

Quello che, al contrario, è legittimato a fare – in virtù della licenzia prefettizia e dell’incarico del committente – è tutelare il diritto alla privacy leso dalle intercettazioni illegali.

Nello specifico, per mezzo di bonifiche ambientali, telefoniche e informatiche, un’agenzia investigativa è in grado di: scansionare e risanare luoghi e dispositivi da microspie, microcamere e localizzatori, così da evitare o arginare l’illecita acquisizione di informazioni personali o aziendali.