Con insider threat – in italiano, letteralmente: minaccia interna – s’intende il rischio di compromissione della sicurezza informatica aziendale da parte di chi, per ragioni di cooperazione o dipendenza lavorativa, possiede le chiavi d’accesso ai sistemi.

Il dolo o la colpa nella insider threat
Il sabotaggio dei sistemi di cybersecurity può essere messo in atto con colpa, ovvero inconsapevolmente, per disattenzione, negligenza, o con dolo, cioè con la piena consapevolezza di commettere un illecito e, quindi, con il preciso scopo di ledere. Si distinguono, dunque:
- minacce involontarie, quelle accidentali, conseguenti, ad esempio, allo smarrimento di un device contenente dati sensibili, alla mancata installazione di nuovi aggiornamenti e patch di sicurezza, ecc.;
- minacce intenzionali, quelle realizzate volontariamente sfruttando i privilegi di login (come password, autenticazioni biometriche, badge) per commettere frodi, sottrazioni di informazioni riservate, violazioni della proprietà intellettuale, ecc.; in questa categoria rientrano le cosiddette minacce collusive, le quali prevedono il reclutamento di un attore esterno.
Insider: chi sono i soggetti a rischio
L’insider – “interno”- può essere chiunque abbia accesso a rete, server, dispositivi e spazi aziendali, tra cui:
- un dipendente imprudente;
- un dipendente infedele;
- un ex-dipendente con credenziali ancora funzionanti;
- un socio infedele;
- un collaboratore esterno;
- un fornitore;
- un partner d’impresa.
La classificazione di Gartner delle minacce interne
Gartner Inc., società che si occupa di consulenza strategica e analisi nel campo della tecnologia dell’informazione, ha definito 4 diverse tipologie di insider:
- le pedine, comprendono i dipendenti inconsapevolmente manipolati attraverso attacchi phishing o strategie di social engineering;
- i pivelli, comprende il personale incompetente o negligente; si stima che il 95 % delle aziende abbia al proprio interno utenti che aggirano i controlli di sicurezza mediante, ad esempio, la sospensione dei programmi antivirus o l’archiviazione di dati sensibili in archivi cloud non approvati;
- i collaboratori, sono i dipendenti colpevoli di slealtà e scorrettezza professionale, solitamente in combutta con i concorrenti dell’impresa per cui lavorano;
- i lupi solitari, sono coloro che si muovono in modo totalmente autonomo, alla ricerca di vantaggi puramente personali.
Insider threat: come proteggersi
È fondamentale, per le aziende e le organizzazioni, essere dotati di sistemi e protocolli di sicurezza informatica volti a bloccare e/o arginare non solo i potenziali attacchi esterni, ma altresì quelli interni. Ecco cosa occorre per difendersi da abusi o compromissioni:
- sensibilizzazione e formazione del personale, assicurarsi che tutti i dipendenti comprendano i rischi associati alle minacce interne e siano consapevoli delle politiche e delle procedure di prevenzione e risposta rapida agli incidenti;
- accesso basato sul principio del bisogno minimo, il che significa regolare gli accessi in base al ruolo, alle mansioni e all’orario di lavoro dei dipendenti;
- revisione regolare dei privilegi degli utenti, per assicurarsi che siano sempre compatibili con funzioni e responsabilità;
- monitoraggio delle attività degli utenti, per rilevare comportamenti sospetti o anomalie nell’utilizzo dei dati o dei sistemi, come i tentativi di accesso da dispositivi o account sconosciuti o non autorizzati o in orari non convenzionali e allertare gli amministratori;
- politiche di sicurezza rigorose, come l’autenticazione multi-fattore, le reti zero-trust (che eliminano l’idea di una rete interna “sicura” e richiedono una costante autenticazione e autorizzazione per ogni transazione o accesso ai dati) associate a soluzioni di Data Loss Prevention – DLP (strumenti progettati per identificare, sorvegliare e proteggere i dati sensibili dalle violazioni, dalla perdita o dalla divulgazione non consentita).
Insider threat: il contributo dell’investigatore privato
In un caso di sospetto insider threat, l’ingaggio di un’agenzia investigativa specializzata in indagini aziendali può essere la soluzione, perché garantisce:
- prove concrete e inconfutabili, in merito ad attività sospette da parte di dipendenti o contractor, ammissibili in sede di giudizio;
- controlli difensivi occulti, ossia quel tipo di sorveglianza discreta che – in materia di controllo dei dipendenti – può essere impiegata da enti esterni all’organizzazione aziendale per l’accertamento di illeciti;
- intelligence gathering, raccolta dettagliata e approfondita sul sospetto insider, che includa informazioni commerciali e personali utili a rivelare moventi e opportunità per attività malevole;
- consulenza sulla sicurezza, quale prevede la scansione delle vulnerabilità e la divulgazione delle misure di prevenzione e difesa.
Conclusione: prevenire la insider threat per proteggere l’azienda
La insider threat rappresenta una delle minacce più insidiose per la sicurezza aziendale, proprio perché nasce dall’interno dell’organizzazione e sfrutta legittimi livelli di accesso ai sistemi. La prevenzione passa attraverso una combinazione di tecnologia, formazione e controllo, ma anche attraverso la capacità di individuare tempestivamente comportamenti anomali. In questo contesto, l’integrazione tra misure di cybersecurity e attività investigative specializzate consente alle imprese di ridurre i rischi, tutelare il patrimonio informativo e preservare la continuità operativa. Per approfondire le modalità operative e gli appositi servizi, è possibile consultare la sezione del sito dedicata.
Collaborazioni e convenzioni professionali
Leonardo International Investigation opera anche attraverso convenzioni attive con importanti enti istituzionali e professionali. L’agenzia collabora con l’Ordine degli Avvocati di Lecco, l’Ordine degli Avvocati di Monza e l’Ordine degli Avvocati di Firenze. È inoltre convenzionata con l’Automobile Club Roma.
Queste collaborazioni rafforzano il legame con il mondo legale e istituzionale e garantiscono un approccio professionale, qualificato e conforme agli standard richiesti.