Indagini commerciali

Indagini commerciali: cosa sono e qual è la loro utilità?

Indagini commerciali: cosa sono

Ai sensi dell’art. 5 del decreto 1° dicembre 2010, n. 269, con indagini o investigazioni commerciali s’intende il processo di elaborazione, valutazione e stima di dati economici, finanziari, creditizi, patrimoniali, industriali, produttivi, imprenditoriali e professionali di persone fisiche o giuridiche, nel rispetto delle normative vigenti in materia di tutela della privacy.

Investigazioni commerciali: a cosa servono

Le investigazioni commerciali servono a tracciare un quadro completo e dettagliato – che possa far emergere eventuali criticità e benefici – circa imprese, società, enti, associazioni ma anche esponenti aziendali, soci, partner contrattuali o potenziali clienti con i quali si intende intraprendere un rapporto di tipo professionale o economico.

Chi richiede questo tipo di indagine mira a tutelare i propri interessi, riducendo il rischio di esporsi a frodi, violazioni della proprietà intellettuale, spionaggio industriale e altri generi di reato.

In conclusione, un’indagine commerciale determina solvibilità e affidabilità di tutte le parti coinvolte in un affare, così da consentire decisioni consapevoli, in sicurezza.

Indagini commerciali: in cosa consistono

Un’agenzia investigativa che svolge un’investigazione commerciale identifica e analizza:

  • struttura e organizzazione societaria, ossia la gerarchia aziendale, la divisione dei dipartimenti, i ruoli e le responsabilità dei dirigenti e dei dipendenti, al fine di accertare le linee e i processi decisionali interni;
  • stato patrimoniale, cioè il rendiconto di tutte le risorse materiali (beni fisici) e finanziarie (investimenti, conti bancari, flussi di cassa, ecc.) di cui un’azienda o una persona dispone; allo scopo di valutarne la solidità, la capacità di sostenere operazioni future;
  • rapporti economici e contrattuali, il che riguarda l’analisi dei vincoli legali e finanziari con terze parti, come clienti, fornitori, istituti finanziari, dipendenti, ecc., per stabilire l’affidabilità come partner commerciale;
  • contenziosi presenti e passati, come cause legali, controversie contrattuali, reclami da parte di clienti o dipendenti, e altri tipi di dispute o conflitti che possano influire negativamente;
  • proprietà intellettuale, ovvero brevetti, marchi, diritto d’autore e segreti commerciali, per valutare il potenziale di innovazione e differenziazione dell’azienda o della persona;
  • pregiudiziali, cioè ipoteche, pignoramenti, e altre limitazioni legali sui beni della società o della persona;
  • reputazione, ossia l’insieme delle percezioni e delle aspettative che clienti, dipendenti, investitori e stakeholder hanno dell’azienda o del personaggio pubblico, allo scopo di determinare la sua credibilità e attrattiva o, al contrario, i potenziali danni all’immagine.