Frodi alimentari: in cosa consistono e come sventarle

Nel 2023, l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione delle frodi alimentari (Icqrf) ha controllato 54.615 prodotti agroalimentari. Di questi, il 12% è risultato irregolare. Il che ha comportato il sequestro di 551 prodotti per un valore di 42,59 milioni.

Frode alimentare: la definizione e i tipi

Con frode alimentare s’intende l’illecita attività di produzione e distribuzione di prodotti alimentari, attuata con l’intento di massimizzare i profitti a discapito della qualità e della salute dei consumatori.

Le frodi alimentari si distinguono in:

  • frodi commerciali, ledono i diritti contrattuali e patrimoniali del consumatore;
  • frodi sanitarie, procurano un danno alla salute pubblica, rendendo potenzialmente o sicuramente nocivi gli alimenti.

Frodi alimentari: la classificazione

Le frodi commerciali e sanitarie, in ambito alimentare, possono essere ulteriormente categorizzate in base a espedienti, scopi ed esiti.

Alterazione

Un alimento è alterato quando le sue caratteristiche chimico-fisiche e/o organolettiche originarie si modificano a causa di processi degenerativi naturali, quali possono essere determinati da errate modalità di conservazione (un esempio: l’olio irrancidito).

La vendita di un prodotto alterato – anche lì dove manchi intenzionalità – rientra nella descrizione di truffe alimentari.

Adulterazione

Un alimento è adulterato quando viene volontariamente modificata la sua composizione naturalemediante sostituzione di elementi propri dell’alimento con altri estranei o, ancora, con l’aumento della quantità proporzionale di uno o più dei suoi ingredienti (un esempio: il latte annacquato).

Questo tipo di frode ha riflessi negativi sia commerciali che nutrizionali.

Sofisticazione

Un alimento è sofisticato quando vengono volontariamente corrotte o viziate le sue caratteristiche originarie aggiungendo sostanze estranee, spesso sostanze chimiche non consentite. Lo scopo è quello di simularne la genuinità, di migliorarne l’aspetto e così spaccialo per un prodotto di qualità superiore (un esempio: la mozzarella sbiancata con perossido di benzoile).

È un attentato alla salute.

Contraffazione

Un alimento è contraffatto quando viene sostituito integralmente con un prodotto di qualità e costo inferiore; quindi, quando un cibo viene distribuito come fosse di più alto pregio (un esempio: un prosciutto comune venduto col marchio D.O.P.).

L’illecito è la falsificazione commerciale.

Frodi alimentari: i casi più diffusi

Stando ai report degli IFS – International Food Standard e del Comando dei Carabinieri per la tutela della salute, ecco, di seguito, le materie alimentari che più spesso di altre sono state oggetto di attività fraudolente e alcuni dei mezzi illeciti utilizzati per ognuna:

Per l’olio di oliva:

  • applicazione di etichette con false informazioni (ad esempio, le diciture di “extravergine” o di “produzione italiana”);
  • diluizione con altri oli di qualità inferiore;
  • adulterazione con clorofilla per modificarne la colorazione.

Per il pesce:

  • vendita di pesce scaduto o non adatto al consumo umano;
  • vendita di prodotti scongelati per freschi;
  • vendita di prodotti di allevamento per prodotti catturati in mare.

Per la carne:

  • vendita di carni provenienti da animali ingrassati con sostanze non consentite (ormoni, tireostatici, stilbenici, beta-agonisti);
  • vendita di carni della stessa specie ma di qualità diversa (vitello adulto per vitello);
  • falsificazione delle dichiarazioni in etichetta (ad esempio, le origini halal o kosher o le certificazioni biologiche).

Per il latte:

  • diluizione con acqua o sostanze chimiche non adatte al consumo umano;
  • ricostituzione di latte in polvere;
  • neutralizzazione del latte inacidito con l’aggiunta di alcali.

Per il pane e la pasta

  • vendita di pane ricco di umidità, cioè non adeguatamente cotto, così che possa risultare più pesante;
  • vendita di pane speciale con l’impiego di grassi diversi da quelli consentiti;
  • vendita di pasta di semola di grano duro ottenuta con la miscelazione di sfarinati di grano tenero.

Per il vino:

  • impiego di zuccheri diversi da quelli provenienti dall’uva e additivi non consentiti (ad esempio, il metanolo);
  • utilizzo di uve da tavola, non adatte alla vinificazione, per la produzione di vini poi spacciati come I.G.T., D.O.C. o D.O.C.G.;
  • diluizione con acqua per aumentarne il volume.

Per le spezie

  • uso di materiale vegetale di diversa origine botanica (ad esempio, le foglie di olivo nell’origano e la senape nel pepe);
  • uso di coloranti.

Frodi alimentari: le norme di legge

La frode alimentare è un reato sancito dagli artt. 439, 440, 442 e 444 del Codice penale:

  • avvelenamento di acque o di sostanze alimentari (art. 439 c.p.), è punito con la reclusione non inferiore a quindici anni o, se dal fatto deriva la morte di alcuno, si applica l’ergastolo;
  • adulterazione o contraffazione di sostanze alimentari (art. 440 c.p.), è punito con la reclusione da tre a dieci anni;
  • commercio di sostanze alimentari contraffatte o adulterate (art. 442 c.p.), può prevedere la condanna alla pubblicazione della sentenza, l’interdizione da cinque a dieci anni dalla professione, la reclusione e la multa;
  • commercio di sostanze alimentari nocive (art. 444 c.p.), è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa non inferiore a euro 51.

E, ancora, dalle fattispecie previste agli artt. 515-517 bis del Codice penale:

  • frode nell’esercizio del commercio (art. 515 c.p.), è punito, qualora il fatto non costituisca un più grave delitto, con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a euro 2.065;
  • vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine (art. 516 c.p.), è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a euro 1.032;
  • vendita di prodotti industriali con segni mendaci (art. 517 c.p.), è punito, se il fatto non è preveduto come reato da altra disposizione di legge, con la reclusione fino a due anni e con la multa fino a euro 20.000;
  • contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari (art. 517 bis c.p.), detta condizione aggravante, prevede pene aumentate a tutela di quei prodotti cui sia stata loro riconosciuta dalla legge una specificità e quindi una protezione.

Frode alimentare: come sventarla

Identificare, documentare e riportare le violazioni delle normative in materia di sicurezza alimentare è possibile grazie al contributo delle agenzie investigative, come la Leonardo International Investigation.

Di fatti, un investigatore privato può: seguire i processi di produzione, distribuzione e commercializzazione dei prodotti alimentari sospetti e raccogliere prove documentali e testimoniali incontrovertibili, utili altresì in sede di giudizio.