Falsa malattia

Falsa malattia del dipendente: cosa comporta?

La falsa malattia del lavoratore dipendente è un illecito a danno dell’azienda e, in presenza di determinati presupposti, anche dell’Inps. Esaminiamone caratteristiche e rischi e vagliamo i metodi di tutela utili a contrastarla.

Malattia: un diritto del lavoro

La malattia è il diritto concesso ai lavoratori dipendenti di assentarsi dal lavoro per scopi di salute, continuando a percepire una retribuzione e conservando il posto di lavoro per un determinato periodo di tempo.

Per usufruire di tale diritto, il dipendente ha l’obbligo di:

  • farsi rilasciare il certificato di malattia dal proprio medico curante, che provvede a trasmetterlo telematicamente all’INPS;
  • essere reperibile, presso l’indirizzo abituale o il domicilio, per tutti i giorni riportati nella certificazione di malattia per l’eventuale visita del medico fiscale.

Falsa malattia: l’abuso di un diritto del lavoro

Per falsa malattia s’intende l’uso improprio e fraudolento del diritto sopra esaminato, il quale comporta lo sfruttamento delle assenze concesse per scopi che esulano dalla cura, evadendo volutamente le responsabilità contrattuali.

La falsa malattia può configurarsi in 2 modi:

  1. il dipendente simula una condizione patologica inesistente dal principio, inducendo il proprio medico a rilasciare un certificato medico;
  2. il dipendente, nel godere delle legittime assenze per motivi di salute, pregiudica o ritarda volontariamente la guarigione e così il rientro in servizio.

Falsa malattia: le conseguenze per il dipendente

Licenziamento per giusta causa

La falsa malattia determina la violazione degli obblighi di diligenza (art. 2104 c.c.) e di fedeltà (art. 2105 c.c.) cui il lavoratore deve uniformarsi nello svolgimento delle sue mansioni. Ciò è motivo di licenziamento per giusta causa da parte del datore di lavoro.

Reato di truffa

Una falsa malattia che ottenga assegni, indennità o benefici erogati dall’Inps ha rilevanza penale. Il lavoratore dipendente è, in questo caso, oltre che civilmente perseguibile dal datore di lavoro, anche penalmente responsabile nei confronti dell’istituto previdenziale e incorrerà nel reato di truffa (art. 640 c.p.).

La pena prevista per tale reato è la reclusione fino a cinque anni e il risarcimento del danno quantificato dal giudice competente.

Falsa malattia: le conseguenze per il medico

Un medico che attesta consapevolmente una malattia non reale a carico del suo paziente, al fine di consentirgli di ottenere giorni di riposo dal lavoro, commette il reato di falso ideologico in atto pubblico (art. 479 c.p.). Ciò perché un medico nell’esercizio delle sue funzioni è considerato, dalla legge italiana, un Pubblico Ufficiale a tutti gli effetti.

La pena prevista consiste nella reclusione da 1 a 6 anni. A ciò si aggiunge il rischio di radiazione dall’albo dei medici.

Diverso è il caso in cui il dipendente pregiudica o ritarda volontariamente la guarigione, lì le conseguenze gravano solo sul dipendente e non anche sul medico curante se quest’ultimo è ignaro delle sue azioni.

Falsa malattia: come scoprirla e dimostrarla

La visita fiscale, disposta dal Polo Unico visite fiscali dell’INPS, è finalizzata non solo ad accertare lo stato di salute del lavoratore ma altresì la veridicità della malattia, al preciso scopo di evitare assenze ingiustificate. Tuttavia, non è un metodo infallibile.

Per scoprire e dimostrare un caso di falsa malattia – e conseguentemente tutelarsi – molte imprese decidono di affidarsi a un investigatore privato specializzato in investigazioni aziendali, quale assicura ricerche più approfondite.

Grazie al sapiente uso di tecniche di osservazione, pedinamento e controllo un’agenzia investigativa come la Leonardo International Investigation è infatti in grado di raccogliere prove concrete e inconfutabili a fondamento del licenziamento per giusta causa. Tali informazioni possono acquistare valore anche in sede di giudizio penale, nell’ottica di una denuncia per truffa dovuta a falsa malattia.