Droni e privacy

Droni e privacy: quali sono le regole?

Droni e privacy: la premessa

Quando ci appresta all’uso dei droni – che sia per lavoro, svago o ragioni di ordine pubblico – occorre tener presente di dover tutelare non soltanto l’incolumità fisica ma anche la privacy delle persone, diverse dal pilota, che potrebbero trovarsi nell’area di volo.

I Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto (SAPR), comunemente noti come droni, sono infatti strumenti dotati di videocamera e di memoria interna, in grado cioè di raccogliere e conservare dati.

Droni: la categorizzazione dell’EASA

European Union Aviation Safety Agency (EASA) ha istituito alcune categorie sia per le operazioni che per i droni, in modo da semplificare la comprensione dei requisiti da adottare. Quelle che maggiormente interessano sono:

  • la categoria Open, quale riguarda i voli di svago a vista non oltre i 120 metri di altitudine, con droni al di sotto dei 25 kg e muniti di marchio CE; comprende poi altre tre sottocategorie (A1-A2-A3) che dipendono dalla posizione di volo: sopra, vicino o lontano dalle persone; a seconda del tipo di attività, della presenza di folle o della distanza rispetto ad altri soggetti diversi dal pilota, saranno necessari ulteriori requisiti informativi e tecnici, come un corso seguito da un esame online;
  • la categoria Specific, questa conta tutto ciò che eccede i limiti della categoria Open e per cui sono richieste autorizzazioni valutate e concesse caso per caso dalle autorità competenti.

Droni e privacy: le regole

In Italia, a regolamentare l’utilizzo dei droni è l’ENAC, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, il quale attribuisce al drone la definizione di: “mezzo aereo a pilotaggio remoto”.

Il 1° gennaio 2021 è entrato in vigore il nuovo Regolamento di esecuzione (UE) 2020/746, che ha modificato il precedente Regolamento di esecuzione (UE) 2019/947. Mentre per le operazioni aeree a prova di privacy si fa ovviamente riferimento al Regolamento UE 2016/679 (GDPR).

 

Tuttavia, in considerazione del fatto che non tutti coloro i quali intendono usare i droni – in particolar modo se con finalità ludiche – conoscono le regole previste dal GDPR, il Garante della privacy italiano ha divulgato un’infografica chiara e intuitiva dal titolo Consigli per rispettare la privacy se si usa un drone a fini ricreativi, rendendo accessibili a tutti le regole e le buone condotte in materia. Vediamo le principali:

  • se si fa volare a fini ricreativi un drone munito di fotocamera in un luogo pubblico (parchi, strade, spiagge), non invadere gli spazi personali e l’intimità delle persone;
  • la diffusione di riprese realizzate con il drone (sul web, sui social media, in chat) può avvenire solo con il consenso dei soggetti ripresi, fatti salvi particolari usi connessi alla libera manifestazione del pensiero, come quelli a fini giornalistici;
  • senza il consenso degli interessati, è possibile diffondere le immagini solo se i soggetti ripresi nonsono riconoscibili;
  • non riprendere e diffondere immagini che contengono dati personali, come targhe di macchine, indirizzi di casa, ecc.;
  • evitare sempre gli spazi privati altrui (casa, giardino domestico), anche perché si potrebbero violare norme penali;
  • non si possono usare droni per captare volontariamente conversazioni altrui;
  • è buona pratica fare in modo che il pilota del drone sia sempre ben visibile, così da non suscitare sospetti o allarme negli altri.

In caso di violazione della privacy dovuto all’uso di un drone, ci si può rivolgere al Garante per la protezione dei dati personali o, in alternativa, all’Autorità giudiziaria.