Documenti falsi

Documenti falsi: tutto quello che c’è da sapere

Documenti falsi: cosa dice la legge

La produzione, l’uso e il possesso di documenti falsi costituiscono reato, ai sensi del Codice penale italiano, Titolo VII “Dei delitti contro la fede pubblica”. Di cui, più specificatamente:

  • l’art. 497 bis p. punisce – con la reclusione – chiunque produca, alteri o possegga documenti di identificazione falsi, come passaporti, carte d’identità e patenti di guida;
  • l’art. 489 p. punisce chiunque utilizzi consapevolmente un documento falsificato, come se fosse autentico, è soggetto alla stessa pena prevista per la falsificazione e il possesso; se si tratta di scritture private, chi commette il fatto è punibile soltanto se ha agito al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno.
  • L’art. 491 c.p. punisce chi falsifica un testamento olografo, ovvero una cambiale o un altro titolo di credito trasmissibile per girata o al portatore.

Documenti falsi: come riconoscerli

Le tecniche di falsificazione sono sempre più sofisticate, ma esistono metodi efficaci per identificarle, tra cui:

  1. esame visivo dettagliato, per verificare la qualità della carta, dell’inchiostro, della stampa; per revisionare la nitidezza dei caratteri e la consistenza dei colori; per appurare l’attendibilità dei timbri sugli atti ufficiali (come attestati, certificati, ecc.), per rilevare la presenza o l’assenza di elementi di sicurezza (come filigrane, ologrammi, microstampe, pellicola integrata mediante rilegatura, guilloché, ecc.);
  2. esame con luce ultravioletta (UV), per osservare filigrane fluorescenti, numeri seriali o simboli nascosti, la cui assenza è indice di falsificazione;
  3. esame con tecnologie RFID, per la valutazione di passaporti e carte d’identità contenenti microchip RFID leggibili con appositi dispositivi;
  4. confronto con database ufficiali, come l’anagrafe, i registri dei timbri ufficiali, dei marchi, dei simboli, ecc.;
  5. perizia grafologica, per analizzare l’autenticità di uno scritto olografo o di una firma.

Documenti falsi: cosa ha comportato l’avvento della IA

L’intelligenza artificiale (IA) o artificial intelligence (AI) ha rivoluzionato molti settori, incluso quello della sicurezza dei documenti. Se da un lato l’IA ha offerto nuovi strumenti per contrastare la falsificazione, dall’altro ha anche potenziato le capacità dei falsari.

Vantaggi dell’IA

Gli algoritmi di IA sono in grado di:

  • riconoscere anomalie nelle immagini riportate nei documenti d’identità;
  • confrontare database in maniera automatizzata, riducendo così i tempi di controllo e aumentando l’accuratezza;
  • aggiornarsi tempestivamente sulle nuove tecniche di falsificazione, grazie al machine learning, garantendo così contromisure sempre efficaci;
  • identificare tendenze, analizzando grandi quantità di dati e individuare schemi di comportamento;
  • prevedere e prevenire nuovi tipi di falsificazione, analizzando i pattern;
  • creare elementi di sicurezza avanzati, come ologrammi dinamici o filigrane digitali estremamente difficili da replicare.

Svantaggi dell’IA

Di negativo c’è che le vaste potenzialità dell’IA possono altresì essere sfruttate per alimentare e rendere più avanzato e redditizio il mercato della falsificazione. Gli algoritmi di deep learning potrebbero infatti essere addestrati per:

  • replicare firme realistiche;
  • creare foto identificative di alta qualità;
  • simulare elementi di sicurezza difficili da distinguere dagli originali;
  • automatizzare la produzione, aumentando velocità e quantità;
  • analizzare e superare i sistemi di sicurezza, ovvero identificare le vulnerabilità e sviluppare metodi per metterle a frutto;
  • generare dati fittizi coerenti e credibili, inclusi nomi, indirizzi, numeri di identificazione e storie personali.