Controllo giovani

Controllo giovani: l’equilibrio tra privacy e sicurezza

Controllo giovani: la responsabilità genitoriale

Art. 30 della Costituzione italiana:

“È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.”

Art. 315 bis del Codice civile:

“Il figlio ha diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni.”

Art. 147 del Codice civile:

“Il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l’obbligo di mantenere, istruire, educare e assistere moralmente i figli, nel rispetto delle loro capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni.”

Sentenza del Tribunale di Caltanissetta, n. 25101/2019:

“[…] I genitori sono chiamati a educare i loro figli a un corretto utilizzo dei mezzi tecnologici e a porre in essere una vigilanza attiva per evitare che usandoli danneggino sé stessi o altri”.

Art. 2048 del Codice civile:

“Il padre e la madre, o il tutore sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori non emancipati o delle persone soggette alla tutela, che abitano con essi”.

Dalla legge e dalla giurisprudenza, si evince che: un genitore che non educa adeguatamente il figlio o non vigila su di lui incorre in una responsabilità verso il figlio, per violazione di un diritto e inosservanza di un dovere, e altresì in una responsabilità verso terzi per culpa in vigilando (colpa per mancata o cattiva vigilanza) e culpa in educando (colpa per mancata o cattiva educazione).

La sorveglianza sui figli rappresenta, quindi, uno dei cosiddetti “doveri impliciti”, non previsto esplicitamente in alcuna norma, ma comunque – come visto – esistente. Da ciò discende dunque la possibilità dei genitori di esercitare, entro certi limiti, una forma di controllo sui propri figli.

Controllo giovani: il bilanciamento col diritto alla privacy

La Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1989, e ratificata dall’Italia il 27 maggio 1991 con la legge n. 176, all’art. 16 recita:

“Nessun fanciullo sarà oggetto di interferenze arbitrarie o illegali nella sua vita privata, nella sua famiglia, nel suo domicilio o nella sua corrispondenza, e neppure di affronti illegali al suo onore e alla sua reputazione. Il fanciullo ha diritto alla protezione della legge contro tali interferenze o tali affronti.”

Da ciò sembrerebbe dunque nascere un conflitto tra il dovere di vigilanza del genitore e il diritto alla riservatezza del figlio. A dirimerlo ci ha pensato la giurisprudenza, sancendo che: il controllo prevale sulla privacy lì dove sussiste il fondato e attuale sospetto che la salute, il benessere o l’incolumità di un figlio sia a rischio. Per giustificare un’ingerenza deve cioè esserci una concreta necessità (Cassazione, sent. n. 41192/2014). Non sono pertanto sufficienti la mera conoscenza e/o curiosità (Tribunale di Trieste, sent., n. 71/2022).

Controllo giovani: il contributo investigativo

Dalla breve disamina dell’istituto giuridico entro cui si articola tutto il complesso di diritti e obblighi che informa il rapporto tra genitori e prole, si comprende quanto affidarsi all’esperienza e alle competenze di un’agenzia investigativa possa costituire un’opzione preziosa.

Uno dei principali vantaggi risiede nella capacità di un investigatore privato di condurre indagini discrete, senza destare sospetti o compromettere la sicurezza del giovane coinvolto. Qualità cruciali in situazioni di sospetto:

  • abuso o compravendita di stupefacenti;
  • alcolismo;
  • comportamenti pericolosi e/o lesivi online;
  • bullismo;
  • molestie;
  • furto e vandalismo.

In questi e in altri casi, la Leonardo International Investigation può – nel pieno rispetto della legge – agire a supporto della responsabilità genitoriale e a protezione del giovane.