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Come denunciare truffe online: una guida completa

Come denunciare truffe online

Truffe online: cosa sono

La truffa online rappresenta una tipologia di frode virtuale che viene realizzata mediante l’utilizzo di internet, di servizi online o di software con accesso al web. L’azione fraudolenta viene perpetrata con l’obbiettivo di ingannare la vittima e sottrarle così denaro, dati o altri beni.

Truffe online: come vengono punite

La truffa online è disciplinata dall’art. 640 del Codice penale. La pena prevista e della reclusione da uno a cinque anni, e non da sei mesi a tre anni, come avviene in caso di truffa semplice. Ciò perché in caso di truffa online – secondo un consolidato orientamento – sussiste l’aggravante della minorata difesa, prevista dall’art. 61, numero 5) del Codice penale.

Truffe online e frodi informatiche: le differenze

Benché l’espressione “truffa online” venga generalmente utilizzata per indicare una moltitudine di attività illegali realizzate a mezzo internet, molte di queste integrano in verità una diversa ipotesi di reato: la cosiddetta frode informatica.

Per intendersi:

  • si ha truffa online quando il truffatore, sfruttando le possibilità offerte dalla rete (prima tra tutte, l’anonimato), mediante artifizi e raggiri, induce in errore il truffato procurandosi così un ingiusto profitto;
  • si ha frode informatica quando il truffatore manomette o accede abusivamente nel sistema informatico della vittima per procurarsi un ingiusto profitto.

Nel nostro ordinamento giuridico, la frode informatica è disciplinata dall’art. 640 ter del Codice penale.

Come denunciare truffe online: le informazioni essenziali

A chi rivolgersi per denunciare

La truffa online è punibile a querela della persona offesa. In Italia, è possibile denunciare ricorrendo:

  • alla Polizia Postale, fisicamente o online, tramite il portale della Polizia Postale;
  • ai Carabinieri o Polizia di Stato.

Se la truffa ha prodotto transazioni economiche non autorizzate, si raccomanda altresì di rivolgersi all’istituto finanziario coinvolto (banche, società di investimento, compagnie di assicurazione, fondi di gestione patrimoniale, ecc.) per bloccare eventuali conti, carte e/o movimenti sospetti.

Cosa occorre per denunciare

A corredo della denuncia è bene inserire una documentazione il più possibile completa e dettagliata, utile a dimostrare l’accaduto. Ovvero:

  • e-mail, sms, chat e qualsiasi altra forma di comunicazione ricevuta dal truffatore; nel caso delle e-mail è utile conservare anche le intestazioni (header), poiché contengono informazioni tecniche, come l’indirizzo ip di provenienza;
  • ricevute di pagamento, come estratti conto bancari, ricevute paypal o qualsiasi altro documento che mostri chiaramente i dettagli dell’operazione;
  • dati dei conti bancari o delle carte, se coinvolti;
  • contratti o documenti, nel caso di truffe legate a prodotti o servizi non ricevuti;
  • link e URL, se la truffa è stata perpetrata tramite un sito web;
  • account social o di altre app, (in particolar modo in casi come le romance scam) quandanche questi dati non risultano reali, poiché possono comunque fornire piste utili agli investigatori.

Cosa accade dopo la denuncia

Sulla base degli elementi forniti dalla vittima al momento della denuncia, le forze dell’ordine danno avvio alle indagini preliminari, utili a cercare elementi probatori che possano confermare o smentire il fatto.

Nell’ipotesi di insufficienza di prove, il caso viene archiviato. Se, al contrario, viene raccolto un numero di prove sufficiente a dimostrare la truffa online e a identificare i responsabili, si ottiene il rinvio a giudizio, quale anticipa e predispone l’instaurazione del processo penale.

Qualora la giustizia stabilisca la loro colpevolezza, potrebbe essere possibile, per la vittima, ottenere un risarcimento dei danni costituendosi parte civile.

Cosa fare se la denuncia non basta

Se le indagini ufficiali non generano i risultati sperati o si sospetta che una truffa online sia parte di un’operazione più complessa, risulta vantaggioso ingaggiare un’agenzia investigativa. Questo perché un investigatore privato possiede competenze specialistiche (come l’informatica forense e la cyber intelligence) e ha accesso a tecnologie avanzate (come i software per il monitoraggio delle attività online) che vanno oltre le tradizionali tecniche investigative. Ne deriva un’indagine più approfondita e mirata.

 

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