Assenteismo virtuale

Assenteismo virtuale: difendersi dal lavoratore scorretto

L’assenteismo virtuale è la nuova frontiera dell’evasione dalle responsabilità lavorative. E, diversamente dal tradizionalmente assenteismo associato alle assenze fisiche dei dipendenti, quello dell’era 4.0 emerge come una sfida di difficile risoluzione per le aziende di tutte le dimensioni.

Assenteismo virtuale: cos’è e come si configura

Con assenteismo virtuale s’intende l’utilizzo, continuo o prolungato, delle risorse digitali durante l’orario di lavoro, tale da interferire con il corretto svolgimento dell’attività lavorativa.

Questa pratica può configurarsi attraverso:

  • l’uso eccessivo dei social media;
  • la navigazione di siti web non correlati al lavoro;
  • l’invio di e-mail personali;
  • la partecipazione a giochi online;
  • l’utilizzo improprio delle piattaforme aziendali;
  • la partecipazione a chiamate o videochiamate non inerenti al lavoro;
  • l’uso di strumenti di automazione per simulare un’attività lavorativa.

Assenteismo virtuale: i rischi

I rischi per l’azienda

Per le aziende, i rischi associati all’assenteismo virtuale sono molteplici e impattano direttamente sulle prestazioni e sulla cultura aziendale.

Tra gli effetti negativi si riscontrano:

  • calo della capacità produttiva, quindi della quantità massima di risultati (output);
  • calo della qualità dei risultati (output);
  • erosione della fiducia tra dipendenti e datori di lavoro;
  • deterioramento della coesione all’interno del team;
  • compromissione della reputazione aziendale.

I rischi per il lavoratore

Un dipendente scoperto nell’atto di eludere le proprie responsabilità attraverso attività extralavorative, può essere soggetto a provvedimenti disciplinari. Questi possono variare dagli avvertimenti formali alle sanzioni più gravi, compreso il licenziamento per giusta causa.

L’orientamento della giurisprudenza

La giurisprudenza continua a evolversi in risposta alle sfide poste dalle nuove tecnologie e ai cambiamenti sociali, ed è di fatto divenuta più severa nel giudicare il comportamento del lavoratore virtualmente assente. Tuttavia, si riscontrano due orientamenti divergenti.

Se da un lato, la giurisprudenza riflette l’aumento delle sanzioni disciplinari per i dipendenti che violano le politiche aziendali sull’uso della rete, dall’altro resta sensibile ai diritti alla privacy dei dipendenti, in particolar modo se risulta che l’azienda abbia intrapreso misure invasive senza un valido motivo.

In tempi recenti, sono stati diversi i casi in cui un Tribunale ha ritenuto fondata la giusta causa di licenziamento nei confronti di un lavoratore sorpreso a trascorrere il tempo destinato al lavoro – e come tale retribuito – su internet, per scopi personali, considerando tale comportamento un rilevante inadempimento degli obblighi contrattuali. (Trib. Milano ordinanza 1 agosto 2014 nella causa r.g. n. 6847/2014; Cass 13 giugno 2017, n. 14862; Cass. 27 maggio 2015, n. 10955).

D’altro canto, si è assistito altresì a sentenze che hanno accolto il ricorso del lavoratore licenziato per assenteismo virtuale, decretando il provvedimento illegittimo. Hanno cioè valutato che – stando alle prove presentate – dalla condotta del dipendente non fosse emerso alcun danno per il datore di lavoro; o, ancora, che non vi fosse stata una significativa sottrazione di tempo all’attività lavorativa (Cass. 26 novembre 2013, n. 26397; Cass. 2 novembre 2015, n. 22353).

Assenteismo virtuale: prevenzione e gestione

Le misure di prevenzione aziendale

Le aziende sono sempre più consapevoli delle potenzialità insidiose dell’assenteismo virtuale, motivo per cui, non è raro che scelgano di tutelarsi attraverso:

  • politiche di contrasto che includano la trasmissione di linee guida chiare e trasparenti sull’uso degli strumenti informatici sul luogo di lavoro, la formazione dei dipendenti sull’etica digitale e la promozione di una cultura aziendale incentrata sulla responsabilità e sulla produttività;
  • l’adozione di software di monitoraggio delle prestazioni del dipendente, previo consenso di quest’ultimo.

Queste pratiche rientrano nell’ambito del controllo dei dipendenti, ossia di quel diritto lecitamente esercitabile dal datore di lavoro sul proprio personale, a patto che non valichi i limiti imposti dalla legge.

Il ruolo delle agenzie investigative

Le agenzie investigative giocano un ruolo cruciale nella gestione dell’assenteismo virtuale. È a loro, infatti, che le aziende possono affidarsi per identificare comportamenti sospetti e attività extracontrattuali da parte del personale dipendente. Grazie ad avanzate indagini informatiche, gli investigatori sono in grado non solo di appurare la scorrettezza e arginare i potenziali danni d’impresa, possono altresì fornire prove inoppugnabili utilizzabili in sede di giudizio.