Art 612 bis cp

Art 612 bis cp: quando e come agire in caso di stalking

L’art 612 bis cp disciplina una realtà sempre più diffusa e insidiosa, un reato che gli investigatori privati possono contribuire a provare e arginare: lo stalking.

Art 612 bis cp: cos’è?

L’articolo 612 bis del Codice penale italiano delinea il reato di stalking, rubricato come “atti persecutori”. Introdotto nel 2009 e aggiornato nel 2019, condanna quei ripetuti comportamenti minacciosi o molesti, attraverso i quali si arreca un grave pregiudizio alla libertà o al benessere di un’altra persona.

Art 612 bis codice penale: quando si configura il reato di stalking?

Nella Gazzetta Ufficiale, all’art 612 bis cp, comma 1, si legge testualmente:

“Salvo che il fatto costituisca più grave reato,
è punito con la reclusione (da un anno a sei anni e sei mesi) chiunque,
con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno
in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura
ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria
o di un prossimo congiunto
o di persona al medesimo legata da relazione affettiva
ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita”.

Ciò significa che il reato di stalking si configura quando gli atti persecutori:

  • si ripetono nel tempo, non è sufficiente una singola minaccia o molestia, devono verificarsi più episodi di pedinamento, appostamento, telefonate e messaggi.

E quando causano almeno uno dei seguenti eventi:

  • provocano un grave e perdurante stato di ansia o paura nella vittima, ovvero un disagio psico-emotivo, senza che sia però necessario l’instaurarsi di una condizione patologica;
  • portano la vittima a temere per la propria incolumità o per quella di un congiunto (figli, genitori, fratelli/sorelle),
  • costringono la vittima a cambiare le proprie abitudini di vita, come – ad esempio – evitare luoghi consueti, modificare il percorso solito per recarsi a lavoro, a casa o altrove, o ancora, cambiare numero di telefono.

Articolo 612 bis cp: cosa fare in caso di stalking?

Nel caso di stalking, è imperativo agire con tempestività. La vittima dovrebbe immediatamente rivolgersi alle autorità competenti: Comando dei Carabinieri, Commissariato di P.S. o un qualunque ufficio di Polizia locale. Dopodiché, nei confronti del persecutore, è possibile procedere con due diversi strumenti giuridici:

  • la querela della vittima;
  • l’ammonimento del Questore.

La querela per stalking

Come si legge all’art 612 bis cp, comma 4:

“Il delitto è punito a querela della persona offesa.
Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi”.

Il che significa che lo stalking è un reato perseguibili a querela di parte. Ovvero che, diversamente dai reati perseguibili d’ufficio, è condizione indispensabile affinché si proceda nei confronti del colpevole che la vittima, entro i termini previsti, ne faccia richiesta formale.

Ecco, dunque, perché si pala propriamente di querela e non di denuncia per stalking.

La denuncia è, giuridicamente, un elemento rilevante ma non indispensabile a procedere; è quindi riferita ai reati perseguibili d’ufficio.

L’ammonimento del Questore

Prima di sporgere formale querela, la persona perseguitata può fare affidamento su una forma di tutela anticipata: il cosiddetto ammonimento, un avviso orale con il quale il Questore esorta il molestante a desistere. L’inosservanza del provvedimento di ammonimento questorile comporta la procedibilità di ufficio del reato di stalking (che, come detto, normalmente, è invece procedibile a querela di parte).

Procedibilità d’ufficio

Si procede d’ufficio anche nei casi in cui il fatto è commesso:

  • a danno di un minore;
  • a danno di una donna in stato di gravidanza;
  • a danno di una persona disabile;
  • con l’uso di armi o da una persona travisata.

Art 612 bis cp: cosa succede dopo la querela per stalking?

A seguito della presentazione di una querela per stalking inizieranno le indagini nei confronti dello stalker. La Polizia Giudiziaria, anche su impulso del Pubblico Ministero, ascolterà le persone informate sui fatti e raccoglierà prove.

Qualora dalle indagini non dovessero emergere elementi idonei a formulare una previsione di condanna nei confronti dell’indagato, il Pm potrà avanzare richiesta di archiviazione.

Al contrario, se l’indagato dovesse risultare responsabile dei fatti a lui contestati, si concluderebbero le indagini preliminari e avrà inizio il processo penale, qui la vittima potrà anche costituirti parte civile e richiedere un risarcimento danni.

Reato di stalking: l’importanza delle prove

All’atto della querela devono essere allegate delle prove che possano sostenere la ricostruzione dei fatti. Tipicamente, gli elementi considerati utili a dimostrare la veridicità delle parole della vittima sono:

  • i referti medici o relazioni di specialisti che possano dimostrare uno stato di ansia e di paura nella vittima;
  • il cambio del numero di telefono a seguito delle ripetute telefonate o messaggi;
  • le registrazioni delle chiamate ricevute, screenshot dei messaggi;
  • foto e video dei pedinamenti o degli appostamenti;
  • le testimonianze oculari di terzi.

L’agenzia investigativa Leonardo International Investigation svolge indagini per stalking, raccoglie – sia online che offline – prove valide, inconfutabili e utilizzabili di fronte agli inquirenti e in sede di giudizio.