Affidamento esclusivo

Affidamento esclusivo: cos’è e come ottenerlo

La legge tutela il diritto alla bigenitorialità, il quale fa capo al minore prima che ai genitori. Il suo fine, infatti, è quello di garantire al figlio un rapporto sano e stabile in egual modo tra madre e padre. Esiste, tuttavia, un’eccezione: l’affidamento esclusivo. Analizziamone ogni aspetto.

Affidamento dei minori: in cosa consiste

L’affidamento consiste nell’attribuzione del potere decisionale su crescita, educazione, istruzione e salute dei minorenni. Coincide con il dovere che compete a ogni genitore nei confronti dei propri figli, sino alla loro indipendenza economica.

In caso di separazione o divorzio, la legge impone che l’affidamento sia condiviso in pari misura tra i due. L’esercizio della potestà genitoriale condivisa serve a responsabilizzare entrambi i genitori e fare in modo che i figli possano mantenere solidi legami tanto con la madre quanto col padre, nonostante lo scioglimento del nucleo familiare.

Qualora, però, la condivisione risulti deleteria perché contraria all’interesse del minorenne, si configura un’eccezione: l’affidamento esclusivo.

Affidamento esclusivo: tutto quel che c’è da sapere

Con l’affidamento o affido esclusivo, l’esercizio della responsabilità genitoriale compete solo all’affidatario, ma le decisioni di maggiore interesse per il figlio devono essere prese da entrambi i genitori, salvo che per circostanze particolarmente gravi (ad esempio, comportamenti violenti o abusanti) non sia diversamente stabilito (art. 337 quater Codice civile).

Il genitore che non esercita la responsabilità genitoriale ha il diritto-dovere di vigilare sull’istruzione, sull’educazione e sulle condizioni di vita del figlio (art. 316 ultimo comma)

Come ottenere l’affidamento esclusivo

Di solito, viene disposto dal giudice nelle separazioni giudiziali, ovvero quel procedimento civile ordinario che si apre tramite il ricorso da parte di uno dei due coniugi e a cui vi si ricorre quando non è possibile trovare un accordo o ci siano le prospettive di chiedere l’addebito.

Cionondimeno, l’affido esclusivo può essere deciso anche di comune accordo dai genitori nel corso di una separazione consensuale, purché ci sino i requisiti necessari.

Le cause di affido esclusivo

Il giudice decide per l’affidamento esclusivo in presenza di due cause principali:

  1. quando l’affidamento condiviso risulta oggettivamente pregiudizievole per il minorenne;
  2. quando emerge l’incapacità o inidoneità di uno dei due genitori;

Queste due cause possono esplicarsi nei seguenti vari modi:

  • situazioni di violenza nei confronti del bambino, da parte del padre o della madre;
  • situazioni di violenza nei confronti di uno dei due genitori davanti al bambino, le quali hanno provocato un trauma al minore;
  • consumo di alcol e droghe da parte del genitore, se è tale da pregiudicare le sue capacità decisionali ed esporre i figli al pericolo;
  • litigiosità tra i due genitori, la quale li rende incapaci di cooperare alla crescita dei figli, al punto da alterare il loro sviluppo psicofisico;
  • discredito di un genitore, cioè se, di fronte al figlio, un genitore mina o tenta di minare la reputazione dell’altro;
  • rifiuto dei figli, ossia quando sono i minori stessi a respingere uno dei due genitori per aver, ad esempio, violato o trascurato i suoi doveri, oppure abusato dei suoi poteri;
  • rifiuto del genitore, ovvero quando uno dei due genitori rinuncia alla patria potestà, anche involontariamente o indirettamente, ad esempio mostrando disinteresse o non contribuendo al mantenimento dei figli.

Come richiedere l’affidamento esclusivo

Un genitore può presentare domanda di affido esclusivo al giudice in qualunque momento, sia in seguito alla decisione di affidamento esclusivo in capo all’altro genitore, sia dopo la pronuncia a favore dell’affido condiviso. Purché vi siano reali presupposti volti a salvaguardare l’interesse morale e materiale dei figli.

È bene sottolineare, infatti, che se dovesse emergere che l’affidamento esclusivo è stato richiesto con fini pregiudizievoli – ad esempio a scopo di ritorsione nei confronti dell’ex coniuge o partner – il giudice potrebbe non solo estromettere il richiedente dall’affidamento del minore ma altresì condannarlo al risarcimento del danno provocato.

L’affido esclusivo non può essere deciso esclusivamente sulla scorta di presunzioni, supposizioni o timori. A suffragare la situazione ci devono esserci delle prove concrete e inconfutabili. Ed è in questo scenario che s’inserisce il valore dell’investigatore privato.

Scovare e raccogliere elementi validi e utili a corroborare la richiesta di affido esclusivo in sede di giudizio: è uno dei servizi garantiti dalle agenzie investigative, come la Leonardo International Investigation.