
Abuso di dipendenza economica: la definizione
L’abuso di dipendenza economica si verifica quando un’impresa con un significativo potere di mercato sfrutta tale condizione per imporre termini iniqui o svantaggiosi all’altra parte contrattuale, quale, invece, si trova in una posizione di vulnerabilità tale da essere costretta ad accettare.
Tale condotta è detta abusante perché limita la libertà contrattuale della controparte più debole, motivo per cui è vietata dalla legge, ai sensi dell’articolo 9 della legge n. 192 del 1998.
Abuso di dipendenza economica: cause e fattori contribuenti
Gli abusi di dipendenza economica possono emergere in vari contesti e per diverse ragioni. Tra le cause principali possiamo individuare:
- l’esclusività dei rapporti commerciali, dovuta all’impossibilità o alle limitate possibilità di reperire sul mercato alternative soddisfacenti;
- l’asimmetria informativa, quale vede la parte dominante possedere e celare le proprie più ampie conoscenze, e altresì sfruttarle per riservare trattamenti vantaggiosi per sé ma improduttivi per la controparte;
- la debolezza finanziaria, quale riduce la capacità di negoziazione dell’impresa dipendente, costretta a sottostare pur di garantirsi la sopravvivenza economica.
Abuso di dipendenza economica: le modalità di manifestazione
Le modalità attraverso cui le imprese dominanti, per mantenere o rafforzare il loro potere di mercato, abusano delle controparti economicamente dipendenti sono:
- l’imposizione di prezzi ingiusti, i quali non riflettono il reale valore di mercato;
- l’imposizione di clausole contrattuali sfavorevoli, ingiustificatamente gravose o discriminatorie;
- l’obbligo di esclusività e/o i vincoli di fornitura, quali limitano la libera concorrenza della controparte;
- l’interruzione arbitraria delle relazioni commerciali in atto.
Abuso di dipendenza economica e abuso di posizione dominante: le differenze
Pur essendo concetti correlati, l’abuso di dipendenza economica e l’abuso di posizione dominante si differenziano per contesto e impatto.
Con abuso di posizione dominante si definisce il comportamento di un’impresa che è in posizione dominante (quindi, ha grandi dimensioni e detiene quote elevate di mercato) e sfrutta il potere che ne derivaper ostacolare la concorrenza.
Da ciò si deduce che ad esser diversi sono:
- le relazioni tra le parti, perché l’abuso di dipendenza economica riguarda specifiche relazioni bilaterali tra imprese, mentre l’abuso di posizione dominante concerne il comportamento di un’impresa rispetto all’intero mercato;
- le dimensioni degli effetti, perché l’abuso di dipendenza economica ha effetti diretti e immediati sulla parte debole del rapporto contrattuale, mentre l’abuso di posizione dominante ha ripercussioni più ampie sull’intero mercato, sulla concorrenza e finanche sui consumatori;
- le forme e gli obiettivi di tutela, perché gli interventi contro gli abusi di dipendenza economica (legge n. 192 del 1998, in Italia) mirano a proteggere la parte debole del rapporto contrattuale, mentre le misure contro gli abusi di posizione dominante (art. 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE) e dalla legislazione antitrust nazionale) puntano a preservare la concorrenza nel mercato.
Abuso di dipendenza economica: le sanzioni
I rimedi civilistici espressamente previsti dalla legge contro gli abusi di dipendenza economica sono:
- la nullità dell’accordo/contratto attraverso il quale si realizza l’abuso;
- il risarcimento dei danni subiti;
- l’eventualeinibitoria, cioè il divieto – sancito dal giudice ordinario – di reiterare la condotta.
Sul versante amministrativo, invece, spetta all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), comunemente definita come Autorità antitrust, comminare sanzioni di tipo pecuniario, ossia delle multe.