Abusi di posizione dominante

Abusi di posizione dominante: tipi e sanzioni

Analizzare e comprendere le dinamiche e le implicazioni degli abusi di posizione dominante è fondamentale per garantire un mercato equo e competitivo.

Posizione dominante: cosa si intende

Così come definito dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato:

“Si ha una posizione dominante quando un’impresa può comportarsi in modo indipendente da concorrenti, fornitori e consumatori. Questo accade perché l’impresa ha grandi dimensioni e detiene quote elevate del mercato”.

La normativa antitrust, dunque, riconosce – e non vieta – di per sé la posizione dominante. Quel che sanziona è l’abuso del potere di mercato per impedire o limitare la concorrenza.

Abuso di posizione dominante: cosa si intende

L’abuso di posizione dominante è un’infrazione prevista dalla legislazione antimonopolistica e si configura quando l’impresa – falsando e distorcendo la libera concorrenza – sfrutta il proprio potere per impedire ai concorrenti di operare sul mercato, con conseguente danno anche per i consumatori.

Abuso di posizione dominante: normativa e tipi

L’abuso di posizione dominante è regolamentato principalmente dall’art. 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) (ex articolo 82 del TCE e ripreso dall’art. 3 della Legge 10 ottobre 1990, n. 287 (Gazz. Uff. 13 ottobre 1990, n. 240).

Le norme elencano quattro ipotesi tipiche di pratiche abusive, quali sono:

  1. imporre direttamente o indirettamente prezzi d’acquisto, di vendita o altre condizioni di transazione non eque, cosiddette “predatorie”;
  2. limitare la produzione, gli sbocchi o lo sviluppo tecnico a danno dei consumatori;
  3. applicare nei rapporti commerciali con gli altri contraenti condizioni dissimili per prestazioni equivalenti, determinando così per questi ultimi uno svantaggio per la concorrenza;
  4. subordinare la conclusione di contratti all’accettazione da parte degli altri contraenti di prestazioni supplementari, che, per loro natura o secondo gli usi commerciali, non abbiano alcun nesso con l’oggetto dei contratti stessi.

In definitiva, alla luce delle suddette norme, i comportamenti considerati illeciti, in quanto impediscono la formazione o la conservazione della concorrenza effettiva all’interno del mercato rilevante sono:

  • abuso di sfruttamento,quando la condotta è lesiva della clientela (consumatori o imprese intermedie);
  • abuso di impedimento, quando la condotta è posta a danno dei concorrenti.

Abusi di posizione dominante: le sanzioni

Secondo quanto previsto dal Regolamento (CE) n. 1/2003, la Commissione ha la competenza ad applicare quanto disposto dall’art. 102 TFCE nei casi di abuso di posizione dominante di rilevanza comunitaria. Può, nello specifico:

  • accertare, in seguito a denuncia o d’ufficio, l’infrazione;
  • obbligare le imprese interessate a porre fine all’infrazione accertata;
  • imporre alle imprese l’adozione di tutti i rimedi comportamentali o strutturali, proporzionati all’infrazione commessa e necessari a far cessare effettivamente la violazione contestata;

La Commissione ha anche la possibilità di:

  • adottaremisure cautelari in caso di urgenza dovuta al rischio di un danno grave ed irreparabile per la concorrenza nel momento in cui abbia sommariamente accertato la consumazione di un’infrazione;
  • infliggereammende, quali non può superare il 10% del fatturato totale realizzato dall’impresa durante l’esercizio sociale precedente.

L’art. 1 della Legge n. 287/90 dispone che l’Autorità garante della concorrenza e del mercato è tenuta ad applicare – anche parallelamente, in relazione a uno stesso caso – le seguenti decisioni:

  • ordinare la cessazione dell’infrazione;
  • disporre misure cautelari;
  • accettare impegni;
  • comminare ammende, penalità di mora o qualunque altra sanzione prevista dal diritto nazionale.

Abusi di posizione dominante: il risarcimento del danno

Con l’emanazione della Direttiva n. 2014/104/UE, il legislatore europeo ha introdotto la possibilità di far valere il diritto al risarcimento in favore di chiunque abbia subito un danno a causa della violazione del diritto della concorrenza.

La direttiva è stata recepita dal nostro ordinamento attraverso il D.lgs.19 gennaio 2017, n. 3 (Gazz. Uff. 19 gennaio 2017, n. 15).